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Dirigerci verso le periferie - Natale 2014

Lettera di Mario Pellegrino dal Sud Africa

Mi trovo in Sud Africa da appena quattro mesi, il tempo sembra davvero volare, a volte non me ne rendo conto! E’ strano essere qui. Tante volte continuo a chiedermi: perché io che sono così piccolo, così fragile, così povero? Il Sud Africa non sembra essere il classico paese africano pieno di villaggi e di foreste, con 40 gradi all’ombra e con leoni e zebre che corrono nelle immense savane. Mi trovo a Pietermarizburg, una città nel Sud-Est del paese; è una bella realtà, piena di negozi, di centri commerciali, di business… Sembrerebbe tutto normale, una città “Europea”, quasi una meta turistica! Ma a volte l’apparenza inganna ed è bene aprire gli occhi, guardare in profondità, andare oltre e dirigerci verso le periferie per scoprire come la gente vive davvero.

Noi missionari abbiamo scelto di abitare in contatto con una baraccopoli dove la gente vive in maniera misera ed è dimenticata da tutti, dove le persone sono considerate niente e nessuno, non molto più che spazzatura. Sono i senza voce che non perdono la speranza nel Dio della Vita e i cui nomi sono scritti nel suo cuore di madre. Tante volte mi chiedo come si può essere così ciechi, come si può accettare tutto questo passivamente? Come si può vivere in pace sapendo che esistono disuguaglianze così accentuate tra chi è troppo ricco e chi è troppo povero? Come restare in silenzio? La nostra indifferenza uccide, è questo il vero peccato; è il non vivere la nostra umanità che è l’amore, il prenderci cura di chi ha bisogno; è il pensare solo e soltanto a noi stessi senza alzare lo sguardo verso i Crocifissi della nostra storia.

Con un mio compagno andiamo a trovare la gente e loro ci aprono le porte delle loro case, ci chiedono di pregare insieme a loro, condividono le loro storie, le loro lotte, i loro sogni; I più piccoli sono sempre quelli che più di tutti ci insegnano il Vangelo, ci mostrano Dio perché sono proprio i più vicini a Lui. I poveri ci insegnano la Speranza che non passa, la Vita che rinasce quando hai toccato il fondo e non sai come rialzarti. Mi sento davvero privilegiato a stare con questi fratelli, sono proprio loro il dono grande che Dio vuole darmi per incontrarlo e per abbracciarlo. In questo tempo di Natale, credo davvero in questo Dio povero che scende e che cammina con questi piccoli, che entra nelle loro case senza paura di sporcarsi le mani o di “perdere la reputazione” e che come una madre profondamente innamorata dei suoi figli si prende cura di loro con affetto e tenerezza. Quanto è bello far parte di questo progetto di Dio, quanto è bello sentirsi chiamati a costruire Vita insieme a Lui! Mi sento davvero fortunato! Ma sono qui da così poco tempo!!!

Qui le cose accadono in maniera davvero molto semplice, quotidiano… La mattina vado in una scuola d’inglese e il pomeriggio cerco di approfondire la lingua studiando a casa. Per il resto vivo con i miei fratelli nella mia comunità; a Febbraio dovrei cominciare la scuola di teologia insieme a loro. Sento il desiderio di fare silenzio e di scoprire, di partire da zero, di immergermi nella realtà e di imparare come un bambino non solo alla scuola l’inglese o di teologia ma specialmente alla scuola dei poveri, nostri veri maestri. Che questo Natale ci insegni sempre più a scoprire questo Gesù che sceglie di camminare con gli uomini nelle periferie umane, tra i più poveri e abbandonati, per insegnarci la tenerezza del Papà.

Mario

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