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Loba Loba tel mbate!

Ritorno a casa..

 

Loba Loba tel mbate!

 Loba Loba è tornato dal viaggio! Urlano i bambini per le strade di Moissala. Il viaggio che l’ha portato a diventare sacerdote per il mondo. E ora è finalmente a casa. Fremono i preparativi per la festa.

Chi intona i canti, chi prova le danze, chi organizza i regali. E domenica 25 settembre tutto è pronto per la prima messa in terra africana. 3 ore e mezza! Di quelle però da non perdersi perché scorrono via che non te ne accorgi. I canti e le danze ritmano le preghiere e le riflessioni. La Chiesa è stracolma di gente felice che sa accogliere e far festa. Senza guardare l’orologio…che non ha! All’omelia le parole in Mbay si alternano al francese.

 Loba Loba racconta la sua felicità di essere tornato là dove aveva lasciato il suo cuore (come Comboni quando torna in Sudan) e condivide un pensiero sul Vangelo rivoluzionario di Matteo (Mt 21, 28-32). Gesù rivolgendosi alle autorità religiose dice che nel Regno di Dio (il mondo di pace e giustizia che tutti sogniamo) loro saranno sorpassati da pubblicani e prostitute. Roba da matti! Gli esclusi e disprezzati saranno i primi. Quelli che si consideravano i migliori sorpassati da chi consideravano i peggiori. Anche la nostra gente fa fatica a capire ma accoglie.

Al Padre non interessano le parole, interessano i fatti. Quelli di cui gli ultimi sono capaci. A parole noi abbiamo già risolto con grandi proclami i problemi del mondo (Onu, G8 e via dicendo) e della Chiesa (documenti, encicliche, etc) . Nei fatti arranchiamo e ci contraddiciamo. Se alle nostre parole non corrispondono fatti concreti allora non siamo più credibili né a noi stessi né agli altri. E oggi siamo tutti in deficit di credibilità ( e non solo economici!). Servono testimoni e non maestri. Gente che vive sulla sua pelle quello in cui crede. Pronti  anche a pagarne le conseguenze.

Così dopo l’omelia Loba Loba lava i piedi ad alcuni responsabili della comunità cristiana: i padri Michael e Olivier, confratelli comboniani, Wakoutou e Gilbert dell’equipe pastorale, Ndilbe, dei giovani, Ferdinand, dei bambini Kemkogui, Maria Adjim, del Movimento delle Robonodji, Marceline, del Movimento Kotar, Koulsi, degli Scout, Yves, del Carrefour dei Giovani, Georgette, segretaria della Parrocchia, Christine, consigliere dei giovani. E da ultimo il grande amico e saggio pastore protestante Jerome. Segno di unità, di servizio e amicizia che sorpassano tutto e tutti. Come i pubblicani e le prostitute. Loba Loba ha così ripreso il gesto di Gesù (Gv 13) facendo memoria di quel non lontano 10 luglio quando a Marore,Parma, lavò i piedi ad alcune persone che nella sua storia gli hanno rivelato il volto di Dio in un modo del tutto particolare: da papà Albino fino ai “ciadiani” Michael, Pietro e Charlot. Passando per i testimoni Don Pietro e Don Luigi, i fratelli e amici Damiano e Sergio, i compagni di viaggio Piccio, Fabio e Filo, i grandi amori di gioventù Chiara e
Michela, gli appassionati comboniani Giorgio, Manuel, Claudio, Daniele, Roberta e Lorena, le sorelle e guide Lucia, Katia e Maria, gli sposi impegnati Laura e Beppe, i “custodi di Lele” Cristina e Fabiano.Storie che si intrecciano e si contagiano.

Una mamma al momento dei regali porta a Loba Loba il suo bambino appena nato per una benedizione. Il regalo più bello! Quello che non puoi trattenere per te…poi sfilano polli, bicchieri, stoffe e qualche moneta. Infine via libera alle danze sulle note della mitica canzone di Loba Loba “ Brabe ra, Brabe ra jiin ngana ye”.( Il Signore ci ha fatto incontrare e radunare oggi). Ma la festa a Moissala sembra non finire mai: appuntamento al pomeriggio al Carrefour dei Giovani per il grande concerto e danze finche ce n’è. Finche il corpo regge…Domani è un altro giorno e si torna al lavoro. Finalmente quotidiano.

Filippo Ivardi

di: luca T

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