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Dove Dio Nasce... ... dove Cristo muore.

Michela dal Mozambico

 
Dove Dio Nasce…
…dove Cristo muore.


Ormai mancano pochi giorni alla mia partenza per ritornare in Italia, cerco di rielaborare questa esperienza, passando in rassegna  alcuni dei sentimenti che ho visto nascere in me in questi tre mesi di esperienza missionaria in Mozambico;
Vedo del Frustrazione: quando appena arrivata qui mi sono sentita in colpa per tutta l’occidentalità che mi portavo addosso; per il mio "troppo" e per il "poco" che invece vedevo attorno a me;
Vedo Senso di Inadeguatezza per  la mia quasi inesistente conoscenza del portoghese, e le mie difficoltà di comunicazione, ma soprattutto mi sento inadeguata nella campagna attorno a Nampula, dove l’istruzione del governo e’ meno curata,  e la gente parla solo la lingua Macwa, sento che i messaggi trasmessi dal colore della mia pelle e dal mio modo di vestire arrivano prima del mio sorriso e del mio sguardo;
Vedo poi Rabbia: quando ascolto la frustrazione dei missionari che da 40 anni vivono in mezzo a questa gente, camminando con loro tra due guerre, che denunciano la sparizione di bambini e bambine dalle strade e dalle campagne per lo sfruttamento della prostituzione e traffico di organi. Sintomi, questi, di una malattia mentale del NORD del mondo che visto dal punto di vista del SUD del mondo acquista un sapore ancora più amaro: qui dove molti bambini per difficoltà logistiche non sono registrati all'anagrafe, dove il 50 % della popolazione ha meno di 20 anni, dove la speranza di vita NON arriva a 45 anni. Qui, si ha la percezione netta che la Vita di una Persona vale meno di niente... da parte mia, io a fatica ricordo il nome di ogni persona che incontro, ma mi rendo conto che il Dio-Padre  in cui credo ne conosce non solo il nome, ma anche la Storia e sopratutto ne ha a cuore il destino.
Ho sentito un forte Senso di Ingiustizia: quando con i miei occhi ho visto che la ricchezza gira sempre nelle stesse mani di persone potenti, che fanno affari con le multinazionali del nostro NORD ricco, depauperando questa Terra a spese dei più poveri;
Tristezza poi quando mi rendo conto della mia cultura profondamente occidentalizzata e del mio alto livello di auto-conservazione per non ammalarmi di malaria, per non sporcarmi troppo le mani, per evitare il contatto con quello che spesso risulta ai miei occhi da europea come "immondo"..
E Un sottile senso di vergogna mi pervade poi quando vengo invitata a consumare un frugale pasto nella umile dimora di una famiglia, e, spontaneamente confronto la loro accoglienza nei miei confronti con quella che noi riserviamo in Italia oggi, agli africani in cerca di un futuro migliore del presente...

...Nello stesso tempo, in tutto questo universo di emozioni, vivo e mi sento inondata dalla GIOIA di vivere della gente che VIVE nel giorno per giorno senza aspettarsi nulla e essendo felice di poco perché è di poco che essi vivono. E vengo rapita dallo sguardo e dal sorriso di chi guarda al futuro senza illusioni ma ringraziando OGGI Muluku-Dio di esserci e di celebrare assieme a loro, e assieme a me, il dono della VITA.
Dio nasce qui, in queste palhotas, in queste campagne provate dall’arsura, nella periferia di Nampula dove vengono rapiti i bambini di strada..
 ..e viene ucciso ogni giorno dal nostro stile di vita opulento, dai nostri pregiudizi, dal nostro egoismo..
...Buon Natale..





"Non si puó annunciare la buona Novella rimanendo dentro a situazioni assurde
come quella dei poveri senza porre il problema del sistema politico, economico e
spirituale entro cui i poveri sono costretti a vivere.
 Annunciare la Parola è un tutt'uno"
(P.Alex Zanotelli - missionario comboniano)

Michela Sbarro
misbia@yahoo.it

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