giovaniemissione.it

Mc 8,1-28: La sfida di Gesù: quanti pani avete?

GIM Pesaro, gennaio 2009

LA SFIDA DI GESU’:
QUANTI PANI AVETE?
Marco 8.1-28


Il nostro brano ci parla di quattro mila persone sfamate (8,1-10).
Questo miracolo del pane è preceduto dalla guarigione della figlia di una donna pagana e dalla guarigione di un uomo sordo e incapace di parlare correttamente.
Solo chi è guarito, chi ascolta e parla (annuncia) può capire la sfida di Gesù che moltiplica il pane perché tu lo distribuisca.


1 In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro:
         Anche oggi c’è di nuovo una grande folla. Ieri di fronte a quella grande folla c’era Gesù, quel Gesù nato da Maria. Il figlio del falegname. Oggi ci sono io nato da…, a… Ma non sono da solo…
         Chi prende l’iniziativa è sempre Gesù: vede la folla, chiama a sé i discepoli, parla a loro. Tre momenti, tre atteggiamenti: vedere – chiamare – comunicare.

2 «Sento compassione di questa folla, perché già da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare.
         La compassione (tenerezza) di Gesù nella prima moltiplicazione dei pani era dovuta al fatto che le persone erano come pecore senza pastore; in questa scena nasce dalla considerazione che verrebbero meno lungo il cammino. E di fronte alle grandi folle affamate di oggi che caratteristiche e motivazioni ha la tua compassione (tenerezza?). Gesù sente, al presente. Un atteggiamento che coinvolge in continuità, che fa parte della vita.

3 Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano».
          L’uomo che non incontra Gesù crolla lungo il cammino. Alcuni vengono da lontano… da altri paesi, da altre culture, da altre religioni… Il pane viene moltiplicato e distribuito per tutti ma prima di tutto per coloro che vengono da lontano…

4 Gli risposero i discepoli: «E come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?».
         Già erano stati sfamati grazie all’insegnamento. Ora c’era bisogno del pane. Nel deserto. quando il popolo camminava verso la terra promessa, c’era stata la manna; ora c’è il pane per il nuovo popolo in cammino. Allora l’iniziativa è stata tutta di Dio, ora è anche tua. A questa domanda Gesù risponde con un’altra domanda. Allora la manna era il frutto della terra, ora il pane è anche il frutto del lavoro umano.
 
5 E domandò loro: «Quanti pani avete?». Gli dissero: «Sette».
         La nostra situazione è questa: dobbiamo scoprire quanti pani abbiamo. Quanti pani hai? Interessante la risposta dei discepoli: ne hanno sette. Sette pani non li ha né Pietro, né Andrea, né alcun altro dei discepoli. Fra tutti hanno tutto (sette è il numero della pienezza). Insieme: a loro non manca nulla. Gesù mi invita a entrare in me stesso e a scoprire che insieme agli altri ho la possibilità di rispondere a tutte le attese del mondo d’oggi. Da solo no. Nessuno ha sette pani. Insieme li abbiamo.

6 Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.
         Ricostruisco nella mia mente questa scena e mi ci sento coinvolto. I pani sono dei discepoli. L’iniziativa di Gesù che fa sedere la folla, prende i sette pani, li spezza e li ridà ai discepoli non perché rimangano con i pani in mano ma perché li distribuiscano.
Ci troviamo di fronte a 5 gesti di Gesù e ad uno dei discepoli.  Scoprili.

7 Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. 
         Solo se il pane viene spezzato e i pesci distribuiti, numerose persone possono mangiarne. Il riferimento alla morte di Gesù è esplicito (Ricorda che la parola pesce in greco si dice ιχθύς  Che sono le iniziali di Gesù. Cristo. Dio. Uomo, Salvatore)

8 Così essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi avanzati.
         Solo chi mangia si sazia. Questi sette canestri non si svuotano mai.

9 Erano circa quattromila. E li congedò.
         Quattromila sottolinea ancora i punti cardinali, la universalità.

10 Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.
         Gesù offre il pane e ci conduce all’altra riva... in territori nuovi, sconosciuti.

     


Domanda:
Riesco a sentire che Dio non ha costruito frontiere?
Che è il Dio di tutti, per tutti, in tutti, con tutti?
            

Il libro del mese:
ACROBATI E GIOCOLIERI DELLA VITA
Renato Kizito Sesana missionario comboniano lascia il suo posto di collaudatore della Guzzi per diventare missionario. Lavora in Zambia e in Kenya e trasforma i ragazzi di strada in persone nuove con grandi orizzonti. In questo libro ci presenta 32 storie di ragazzi che vivono la vita.

              
La risurrezione ha senso se c’è qualcuno che la cerca.
E la Pasqua è il passaggio dal tradimento al discepolato.

Condividi questo articolo:

Registrati alla newsletter