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Gim Napoli (febbraio 2005): Spezzati, condividi, Vivi!

Spezzati, Condividi, Vivi!!

GIM Napoli febbraio 2005

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Veglie e Preghiere

Teologia della Missione

Sfide per crescere

Giovanni 6:1-13

 1 Dopo questi fatti, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2 e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. 3 Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4 Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. 5 Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». 6 Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. 7 Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 8 Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9 «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». 10 Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. 11 Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. 12 E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». 13 Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

 

Il testo non dice niente su come Gesù, dopo aver lasciato Gerusalemme arriva in Galilea e qui la scena cambia completamente. Attraversare il mare, ricorda subito l’Esodo (tanti altri sono i riferimenti espliciti all’Esodo).
Siamo al 4° segno, dopo quello dell’acqua in vino, la guarigione del figlio del centurione romano, la guarigione del paralitico alla piscina di Betzaetà.
Tiberiade era la capitale amministrativa al tempo di Erode Antipa. Giovanni sottolinea che “era la festa dei Giudei”, è una sottolineatura dispregiativa, per la comunità di Giovanni, non è più la festa. Era la festa dei Giudei, vissuta in chiave nazionalistica.
Gesù si siede, è l’atteggiamento tipico del rabbino, del maestro.
La grande folla ... forse ha passato il lago con Lui. Certamente una folla affamata. Giovanni non narra l’Ultima Cena, l’Ultima Cena è qui in questo capitolo. È un testo importante, nei Vangeli viene narrato 6 volte. Nella tradizione giovannea si è obbligati a riprendere la moltiplicazione dei pani. L’Ultima Cena non rimane allora un fatto isolato, di cui fare memoria, deve diventare un gesto quotidiano, della vita comune di ogni cristiano. Non è un culto, una azione liturgica, è il gesto che tutti siamo chiamati a fare. Il cuore dell’esperienza di Gesù è lo spezzare il pane.
In Galilea c’era molta fame, pochi ricchi si impossessavano di tutto, quello che Gesù chiede è la condivisione. La volontà del Padre è che tutti i suoi figli abbiano da mangiare.
Gesù mette alla prova Filippo il quale risponde facendo i conti, continua a ragionare in termini di economia umana ... ... .come noi! Duecento denari sono l’equivalente del salario di duecento giorni.
Qualcuno, un ragazzo, ha qualcosa, ma è così poco, piccolo! 5 + 2 ritorna la simbologia della pienezza.
“Fateli sedere, c’era molta erba in quel luogo”, la gente non è invitata semplicemente a mangiare, tipo fast-food, ma è invitata a condividere un pasto. Il riferimento all’erba ci ricorda il salmo 23 “Il Signore è il mio pastore”! Dio vuole saziare il suo popolo.
Prese i pani, rese grazie, li distribuì ... ...finché ne vollero. Sono i verbi dell’Eucarestia.
Il rendere grazie è la tipica preghiera ebraica, la grande benedizione.
Nell’Esodo, la manna è sufficiente per tutti se raccogli giorno per giorno, quanto era preso in più, marciva, non poteva rimanere per il giorno dopo. Così il pane, viene distribuito e ce n’è per tutti. Il popolo è saziato, ce n’è in abbondanza. Basta condividere. Di cibo ce n’è per tutti finché non lo capitalizzi! ... nulla vada perduto! L’abbondanza del pane e l’abbondanza del vino a Cana!
Il segno: Dio vuole che tutti ne abbiano attraverso la condivisione. Il richiamo è all’antico segno dell’economia di uguaglianza.
Come negli altri Vangeli, anche Giovanni mantiene 2 aspetti: la traversata del lago e i discepoli che non capiscono nulla! L’aspettativa è quella di un re che avrebbe saziato tutti ,
Gesù fugge la tentazione del potere, si ritira sul monte e prega. Il monte, ricorda il Sinai. È il luogo dell’incontro con Dio

Abbondanza di pane, abbondanza di vino, abbondanza di vita. Questi i segni. Chi ha troppo pane non è mai sazio, a differenza del racconto. Chi mangia troppo senza condividere non è mai sazio. Ciò che sazia è il banchetto, la relazione. L’accumulo non sazia, a differenza della relazione.

Secondo Chiavacci, tutto il NT può essere riassunto in 2 comandamenti:

  • Cerca di non arricchirti
  • Se hai, hai per condividere.
Quali sono o cosa sono i miei pani e i miei pesci che oggi (non domani) sono chiamato/a condividere?

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