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Gim Verona (dicembre 2004): Missione: fiorisca la Vita!

 

Missione: fiorisca la vita!

 

Gim Verona, dicembre 2004

 

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Veglie e preghiere                                Teologia  della missione

                        Sfide per crescere

                                                                                                                                     

                       

Dal Vangelo di Giovanni (4,43-54)

 "Trascorsi due giorni, partì di là per andare in Galilea. Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria. Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anchÂ’essi infatti erano andati alla festa."

Questi versetti ci vogliono situare sia nel tempo che in un contesto! Ci dicono:

v     Che Gesù parte da un luogo

v     Che un profeta non è accolto nella sua patria

v     Che i Galilei lo accolgonoÂ… perché avevano visto quello che Gesù aveva fatto a GerusalemmeÂ…

    

  • Da dove parte, o meglio secondo unÂ’altra traduzione, da dove esce Gesù?

In questo momento viene o esce dalla Samaria, dalla terra di coloro che si erano mischiati ai pagani ed erano considerati degli impuri e esclusi dai giudei… Per ritornare in Galilea Gesù non aveva altra possibilità, doveva passare dalla terra degli impuri e passandoci Gesù si ferma a parlare con una donna al pozzo di Sicar… una donna, un’esclusa, una peccatrice, impura tra gli impuri. I Samaritani, grazie a questa donna, riconoscono che Gesù è il SALVATORE DEL MONDO. Belle le parole che questi Samaritani rivolgono alla donna, dopo aver ascoltato il suo racconto e dopo essersi incontrati loro stessi con Gesù: “ Ora non è più per la tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo!”. Allora da dove viene o esce Gesù?

Gesù in questo momento viene o esce da “ coloro che lo hanno riconosciuto”! Hanno udito, lo hanno riconosciuto e accolto, visto che si ferma da loro due giorni!

Ø      Ma perché poi Gesù dice che un “ profeta non riceve onore

      nella sua patria”…

Prima di attraversare la Samaria Gesù era stato in Giudea,  a Gerusalemme, la città della presenza di DioÂ… al tempio dove cÂ’era il Santo dei Santi ( dimora di Dio)Â… la sua patria, lui il figlio di Dio, proprio a casa sua aveva trovato opposizione, ostacoli, rifiutoÂ… Gesù aveva lasciato la sua casa, Gerusalemme, perché lì, nel cuore della Giudea non era stato accoltoÂ… nonostante i segni da lui compiuti lo avevano rifiutato, contraddetto!

Ø      Giunto in Galilea, Gesù viene accolto con gioiaÂ…

Qualche versetto dopo, nel testo che leggeremo, Gesù sembra mettere in discussione questo modo di accoglierlo: “ Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Gesù è cosciente che i suoi compaesani sono pieni di gioia perché hanno visto i prodigi da lui compiuti, sa che lo accolgono per quello che ha fatto e non per ciò che è! Lo accolgono perché hanno visto e non perché hanno udito e colto chi “ è”! C’è differenza tra la gioia dei Galilei, che si appoggia sul “ vedere”, e quella dei Samaritani, che si basa sullÂ’ “ udire”…  Ma bastano vedere e udire????

 Entriamo ora nel testo di oggi e riascoltiamolo cercando di lasciarlo vibrare nel nostro cuore e di essere lì presentiÂ… forse ci sentiremo uno dei tanti tra la folla, uno tra i discepoli, forse ci sentiremo il funzionario o il bambino ammalato, o uno dei serviÂ…:

          “ Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato lÂ’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Ma il funzionario del re insistette: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli risponde: «Và, tuo figlio vive». QuellÂ’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». SÂ’informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, unÂ’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio in quellÂ’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e credette lui con tutta la sua famiglia.

Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.”

 

 

  • Il testo ci riporta a Cana, là dove Gesù ha compiuto il suo primo segnoÂ…

A Cana la sua Parola aveva trasformato l’acqua in vino, donando gioia a tutti gli invitati a nozze. Quel vino buono, nessuno lo aveva scordato! Lì a Cana, i suoi discepoli avevano visto e creduto in lui, avevano accolto la PAROLA!

Il racconto delle nozze di Cana e questo racconto hanno la stessa struttura:

Ø      rispettivamente una madre  e un padre

Ø      che presentano la situazione di un terzo ( qualcuno che ha bisogno)

Ø      Gesù che sembra opporsi ma poi dà un ordine che è accolto,

Ø      il prodigio constatato

Ø      e di conseguenza la FEDE!

Gli abitanti di Cana accolgono Gesù con gioia perché i Galilei che erano stati a Gerusalemme lo avevano preceduto e ne avevano proclamato i segni da lui compiuti! Un onore avere un connazionale così grande!

  • Nella gioia di chi lo accoglie, si fa avanti un funzionario del ReÂ…

Egli aveva un figlio ammalato a Cafarnao, la traduzione greca dice “ il cui figlio era malato”, perciò l’unico suo figlio. Il funzionario aveva udito che Gesù aveva compiuto prodigi e che ora era di ritorno in Galilea, senza esitazione si reca da lui e lo prega di scendere a guarire suo figlio che sta per morire.

Scendere, significa che lui aveva dovuto salireÂ… affrontare un viaggio faticoso! Avrebbe potuto inviare i suoi servi da Gesù che in fondo era uno qualunque: non aveva titoli o pregi come lui! No, ci va lui, lui di persona perché colui che sta morendo è suo figlio, la sua ricchezza, ciò che di più prezioso possiedeÂ… colui che gli avrebbe dato una discendenzaÂ… che lÂ’avrebbe fatto vivere anche dopo la sua morte! Ci va e supplica “ Scendi!”…             

Chi è che deve scendere se non uno che sta “ sopra”, più su di te?

In questo supplicare di “ scendere” vi è nascosta unÂ’intuizione che questo funzionario aveva senza esserne consapevole fino in fondo: “ QuestÂ’uomo che compie prodigi è più di meÂ… non so chi siaÂ… ma è di più!...”  “ Scendi e guarisci mio figlio” è come se dicesse “ Tu che sei di più… tu puoi guarire mio figlioÂ… scendi e abbi pietà, non lasciarlo morire!”.

Proviamo ad immaginare… lo prega “ Scendi” come se dicesse “ non sono nulla davanti a te, ma ti prego scendi, se no mio figlio muore!” …Non è forse la stessa cosa che gli avevano detto in Samaria: “ Salvatore del mondo”? “ Salva mio figlio”!

 

  • Gesù sembra impassibileÂ…

Fa male sentire la risposta che dà a questo funzionario che si umilia davanti a tutti, gli dice: “ Se non vedete segni e prodigi voi non credete!”… Se era venuto così di corsa era perché ci credeva o per lo meno sperava! Lui non era stato a Gerusalemme non aveva visto i segni da lui compiuti…

Ma il  funzionario non si arrende, va più lontano, lo chiama, si rivolge a lui con un nome, un titolo “ Signore, scendi prima che il bambino muoia!”, come se gli dicesse “ Tu solo puoi fare qualcosa!”

Stupisce anche il fatto che Gesù che prima aveva resistito alla richiesta del funzionario, a questa seconda supplica, senza perdersi in commentari, gli risponde: “ Va, tuo figlio vive!”.

Perché? Come mai prima aveva un atteggiamento quasi di rifiuto e ora invece gli dà un comando e lo rassicura che il figlio vive? Non gli dice “ Si vengo!”, ma “ Va, tuo figlio vive!”!!!!!?

  • Chi è il funzionario del Re?

Ø      Uno che ha potere, un potere che gli è dato dagli uomini a cui lui si assoggetta

Ø      Uno che può comandare, si fa rispettare e obbedire

Ø      Ma era sempre uno “ straniero”. Probabilmente un pagano! Anche se lo rispettavano, interiormente gli ebrei lo disprezzavano perché secondo la loro religione era un impuro. Se anche fosse stato un ebreo al servizio dei romani, era sempre disprezzato perché considerato un traditore, un venduto. Il rispetto era legato solo al fatto che aveva ricevuto un potere da qualcuno a cui si assoggettava: Roma! Roma che purtroppo dominava su di loro! Roma che odiavano ma che dovevano subire!

La cosa che commuove è pensare che questo funzionario va da solo da Gesù. Quasi come se in quella situazione poco gli importasse del suo titolo e ruolo. Ha nel cuore solo un desiderio, che suo figlio guarisca e riabbia vita! Sente che la morte si avvicina e il suo potere non può allontanarla… se perde suo figlio perde tutto! È disperato perché non può fare niente, non può farsi rispettare e obbedire dalla morte! Si sente tanto solo, debole e impotente davanti alla morte, al limite! È uomo e solo uomo… ma non ne è consapevole fino in fondo!

·        Gesù con la sua durezza iniziale, lo spinge a scendere nel suo cuoreÂ…

A scoprire e trovare ciò che è realmente! Lui chiede a Gesù di scendere a Cafarnao, Gesù lo fa scendere nel suo cuore, gli fa tirare fuori ciò che gli sta più a cuore “ Che il bambino non muoia”… ma gli fa pronunciare anche “ Signore”, cioè gli fa dire la sua fame e sete di Qualcuno che sia più di lui… di qualcuno che vinca la morte!

L’apparente durezza di Gesù è per portare quell’uomo nell’angolo più intimo del suo cuore e trovarvi quel poco di fede che “ fa spostare le montagne”!

E quell’uomo la trova, davanti al “ Va, tuo figlio vive” non ha più bisogno di chiedere a Gesù di scendere. Crede e si mette in cammino, scende lui stesso verso il figlio!

·        A partire da questo momento non si parla più di funzionario del reÂ…

si parla di quell’uomo! Di quella persona che ha accettato di scendere nel suo cuore e di cogliere la sua paura davanti alla morte e di sentirsi impotente! Ora non ha più bisogno del suo potere di funzionario del re… si sente uomo, vero uomo! Ha toccato i limiti umani, ha riconosciuto la sua paura… ha riconosciuto l’affetto per suo figlio, ha riconosciuto ciò che lo fa vivere!

Interessante notare che lui non dice mai “ mio figlio”, è Gesù che lo dice “ Va, tuo figlio vive!”. Gesù lo aiuta a cogliere che quel bambino, su cui lui aveva tante aspettative, è innanzi tutto un figlio… cioè una persona con la sua dignità! Quell’uomo lo capisce dalla risposta di Gesù e parte, scende verso Cafarnao, verso il figlio!

 

·        Ed ecco che mentre scendeÂ…

incontra i suoi servi che gli vengono incontro pieni di gioia per annunciargli che “ Tuo figlio vive”. Le stesse parole di Gesù!

I servi, godono nel vedere il bambino riprendersi e stare meglio e corrono ad avvertire il funzionario, e osano rivolgersi a lui con un linguaggio famigliare “ tuo figlio vive”… non avrebbero dovuto per rispetto rivolgersi a lui con altri termini? In un altro momento non avrebbero osato parlargli così! Ma loro il miracolo lÂ’hanno visto! Il bambino stava morendo ed è ritornato alla vita! Erano consapevoli  del prodigio! LÂ’uomo, quellÂ’uomo, che fino ad allora si era fatto rispettare e che avrebbe avuto mille ragioni per riprendere i suoi schiavi che osavano parlargli così, si informa semplicemente sullÂ’ora in cui la febbre aveva lasciato il bambino.

Alla risposta dei servi riconosce che quella era l’ora in cui Gesù gli aveva detto “ Va, tuo figlio vive” e credette!

 

·        Ora da uomo diventa PadreÂ…

“ il padre riconobbe”… diventa padre, ma non lo era di già? Fisicamente si, ma nel cuore non lo era ancora pienamente perché quel figlio era suo, era per i suoi sogni, per la sua discendenza… ora quel figlio è un DONO, è RI-DONATO, e lui si rende conto che non gli appartiene più! Lo sente libero, lo sente Figlio! Figlio di chi ha vinto la morte! Di chi gli ha semplicemente detto “ VA…. SCENDI IN TE”!

È così pieno di gioia che crede lui con tutta la sua famiglia, o meglio, con tutta la sua casa! Non può non credere! Ha capito che lui è uomo come tutti e che l’uomo Gesù è “ di più…” perché ha vinto la morte! Ha fatto rinascere la vita… rifiorire!!! Ha creduto senza vedere… ha udito la Parola “ Va” ed è partito!

·        Chi crede alla Parola di Vita ( tuo figlio vive, va)

diventa pienamente umano, si accoglie per ciò che è con i suoi doni e i suoi limiti. Chi crede alla Parola di vita diventa pienamente PADRE E MADRE, cioè capace di accogliere il figlio – dono ma anche di ridonarlo lasciandolo libero!

Quest’uomo ha creduto alla Parola che promette, si è fidato… e crede anche alla Parola dei servi che racconta il prodigio: non vede, ma ode e crede! La fede è sempre fondata sulla PAROLA che raccontando la SALVEZZA già avvenuta, la dona a chi l’ascolta. Ed è la fede il vero prodigio perché ci mette in rapporto di Fiducia con Dio, ci fa suoi figli e ci libera dalle nostre paure che ci tolgono la vita e libera in noi tutte quelle energie che invece la fanno fiorire! La salvezza che questo uomo e padre ha ricevuto non è tanto la salute del figlio, ma la pienezza di vita cioè la fede che fa aderire a Colui che è la VITA!

Gesù non scende, non ce n’è bisognoÂ… perché è il padre stesso che scende per Gesù ed è sicuro che la VITA ha vinto! È la fede che rende presente Gesù! LÂ’uomo – padre scende verso il figlio con la Fede nella Parola di Vita che Gesù gli ha comunicato!!! 

 

·        Tutta la sua casa crede con lui!

Perché quella Parola ha trasformato quel funzionario in uomo e padre, cioè ha trasformato il suo modo di porsi in relazione con il Figlio, con la sua casa! Prima aveva un potere datogli dagli uomini… si faceva rispettare e comandava…ora ha un potere che gli viene dall’incontro con Gesù, si fa servo obbediente e scende per AMARE!

Casa = luogo delle prime relazioni. Questa casa viene guarita dalla fede perché quell’uomo finalmente ritrova la sua casa, il suo cuore e si accorge che è di casa con Dio perché Dio abita nel profondo del suo cuore, del cuore di ogni uomo! Ha incontrato Dio, l’ha lasciato scendere nel suo cuore, nel suo intimo, là dove la paura lo teneva stretto, ma là dove anche la speranza vibrava e lo spingeva a stare in piedi, a camminare salendo fino a Cafarnao e poi a scendere! La fede lo ha fatto “ CASA”, luogo d’incontro con Dio, luogo aperto a tutti gli uomini…

Padre, figlio e serviÂ… ora sono tutti fratelli nella fede! Tutti hanno credutoÂ… udito, visto, credutoÂ… e si sono messi in cammino!  Tutti fratelli perché nessuno è estraneo a Dio. La Parola dà il “ vino buono” alle nozze di CanaÂ… e qui dà lÂ’amoreÂ… e questo amore è la VITA stessa di chi lo accoglieÂ… vita che genera FRATERNITAÂ’!

La fede non pretende di vedere segni e prodigi per verificare se il Signore ci ama: crede al suo amore sulla sola Parola che racconta i segni che Egli ha già operato! Chiedere altri segni significa non credere all’amore di Dio per noi!

Parola e Fede, Amore e Vita sono inseparabili! La Fede è lÂ’unico accesso alla Parola che è Vita!  Gesù, Salvatore del mondo, dona la vita a chiunque crede in lui. La vita è aderire a lui, il Figlio amato dal Padre che ama i fratelli!

 

·        Situiamo nel tempo ciò che è avvenuto!

Gesù ha trascorso due giorni in terra di Samaria… per scendere a Cafarnao il padre ci impiega all’incirca un giorno... quindi 3 giorni! Al terzo giorno cosa avviene? La Resurrezione, il trionfo della VITA!

Perché fiorisca la Vita in noi…. ci è chiesto di porsi in ascolto della Parola con fede! Aver fede nella Parola udita!

 

FEDE?

Ci sono diversi livelli di fede:

q       Fede idolatrica, sempre in cerca di segni e prodigiÂ…

q       Fede iniziale o solo imperfetta, che crede perché vede, come i discepoli di Cana, o solo se vede , come TommasoÂ…

q       Fede dellÂ’uomo che “ crede alla Parola” senza vedere segni e prodigi, che diventa poi un credere al racconto del segno, aderendo alla persona di Gesù senza vedere Â….

 

QUALE E' LA MIA?

 

Per la riflessione scegli le domande che ti sembrano aiutare di più  a “ scendere” nel tuo cuore:

  • In quale personaggio mi ritrovo? Come mai? Cosa abbiamo in comune?
  • Funzionario del re: è colui che ha un ruolo fatto di potere e prestigio. Nel mio vivere quotidiano che ruolo assumo nei confronti delle persone che mi sono accanto o che incontro?
  • Ho delle aspettative sulle persone che mi sono accanto o le accolgo per ciò che sono, Figli di Dio Padre? Mi sento figlio/a di Dio ?
  • Accetto lÂ’invito di Gesù di scendere nellÂ’angolo più intimo e nascosto del mio cuore, là dove nascondo i miei limiti, le mie paureÂ… là dove brilla una piccola speranza? Perché?
  • La mia fede com’è? Ho bisogno di vedere segni per credere? Oppure so pormi con fiducia davanti al Signore che è già sceso in me, facendosi uomo come me?
  • La mia fede mi fa camminare verso Gesù e verso gli altri accettando i miei limiti e le mie paure e di conseguenza i loro limiti e paureÂ… o questi mi bloccano?

 

 

 

 

 
 

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