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MARZO 2015 - COSA VUOI FARE DA GRANDE?

OrmeGiovani ComboniFem - Giovanna Ferrari

Dei tre anni vissuti in Venezuela, a Ciudad Guayana, come volontaria internazionale porto con me tanta vita, emozioni, momenti, sogni, fatiche, risate, umanità ma soprattutto le davvero tante persone incontrate! E tra le persone anche tanti bambini, tra gli altri Victor, il figlio più grande dei miei vicini di casa, con gli occhi vivaci e allo stesso tempo tristi e sempre pieni di domande! Gli è sempre piaciuto molto disegnare ed era sempre bello quando veniva a casa mia e ci mettevamo seduti fuori sotto la tettoia a colorare o fare i compiti insieme ed iniziavamo a conversare.

 “Giovanna, ma secondo te cosa è bene fare da grandi?” Già… cosa è bene, non solo cosa vorrei fare! “Non so, il muratore? Il pompiere? L’operaio? Il dottore? Il poliziotto? No, il poliziotto è meglio di no, a volte non si comportano bene...” Saggezza ed esperienza di un bambino di 9 anni cresciuto alla periferia di una grande città sudamericana! Dubbi forse sorti spontaneamente in un bambino inserito in una società che lo porta già con pochi anni in più a definire più concretamente la sua vita, magari non succede così presto in Italia ma prima o poi arriva sempre la fatidica domanda: E tu, cosa vuoi fare da grande? E magari troppo spesso si pensa che la risposta sia limitata ad una “semplice” scelta di scuola, università o lavoro… senza pensare che invece siamo più chiamati a chiederci “Chi vogliamo essere?” allora già la questione si fa più difficile! Quando ero in quinta superiore e stavo decidendo se iscrivermi all’università un amico di mio papà mi disse: “Non perdere tempo a guardare se è meglio questa facoltà o l’altra, che sbocchi ti danno o chissà quante altre cose… tu pensa al sogno che hai e poi trovi la strada per raggiungerlo!” Finalmente qualcuno che parlasse di sogni! Musica per il mio cuore! Già i sogni, perché vengono sempre messi da parte o bistrattati! Perché si crede che siano solo utopie o chimere?! No! I sogni sono la nostra essenza, le stelle che orientano la nostra vita! E sono dentro di noi perché si realizzino, diventino progetti di vita! Quella volta ho dato ascolto a quell’amico di papà e a quello che sentivo nel più profondo, così la mia vita ha iniziato a prendere strade del tutto imprevedibili ma che finora mi hanno reso davvero felice! In Venezuela mi svegliavo tutti i giorni alle cinque della mattina, a volte buttandomi letteralmente giù dal letto per l’emozione di ciò che mi aspettava durante la giornata, gli incontri, i progetti che si stavano costruendo insieme: avevo l’enorme privilegio di fare ogni giorno ciò che più mi piace, di sentirmi realizzata, di sentire la mia vita piena! Ora sono tornata e, come in altri momenti, sono alla ricerca di lavoro e mi infastidiscono certi discorsi che sento: “Eh, i giovani di adesso dovrebbero sapersi accontentare…” No, io non mi accontento! E con questo non vuol dire che non sia disposta a fare qualsiasi lavoro se necessario, anzi di lavoretti ne ho fatti tanti e ci sono anche troppi miei coetanei che lavorano a condizioni inaccettabili per un misero stipendio senza malattia e ferie pagate, lavorando i fine settimana e senza giorni liberi e magari anche senza un contratto regolare! No, noi non ci accontentiamo! E non accettiamo che oltre ai diritti ci vengano calpestati anche i sogni! È dura, bisogna spesso aspettare mesi o anni per riuscire a trovare quello in cui ci sentiamo realizzati, ma l’importante è non demordere, non perdere la speranza! Perché ne vale la pena, la vita va vissuta a pieni polmoni, non accontentandosi di respiri a metà o false sicurezze! E poi come un giorno mi disse Yusdely, un’amica venezuelana: “Per le cose belle bisogna aspettare!”

Giovanna Ferrari 

di: Giovanna Ferrari

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