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Leggi l'intensa analisi del gimmino di Bari, Nicola Gonnella, sul fenomeno immigratorio in Italia.

Gli immigrati: patrimonio di ricchezza, tesoro per l'Italia

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Un fenomeno, oggi attualissimo, di cui si sente continuamente parlare, è quello dell'immigrazione: persone che, quotidianamente, lasciano il proprio Paese di origine, per fuggire da guerre, o semplicemente per cercar maggior fortuna. È un fenomeno che sta interessando l'intero continente europeo, inclusa l'Italia: se oggi, nel nostro Paese, vivono numerosi extracomunitari, cittadini di origini non italiane, lo dobbiamo ai numerosi flussi migratori che, specialmente a partire dagli anni '90, hanno interessato la nostra nazione. In Italia, il 1° gennaio 2018, risultavano residenti 5.144.440 immigrati, che costituivano ben l' 8,5% della popolazione residente: in particolare, gli extracomunitari maggiormente presenti risultavano i ROM (23,1% degli immigrati), gli albanesi (8,6% degli immigrati), e i marocchini (8,10% degli immigrati).


Il fenomeno dell' immigrazione è di antiche origini. Fin dai tempi più remoti, abbiamo assistito frequentemente a flussi migratori di massa, in tutto il nostro pianeta. E anche noi italiani, in passato, ci siamo comportati da migranti: non dobbiamo dimenticarci che, tra il 1880 e il 1915, approdarono in America e, in particolare negli USA, circa 4 milioni di italiani, per cercar maggior fortuna.


A distanza di 100 anni, ancora oggi stiamo assistendo a fenomeni di emigrazione di massa: e questa volta, da essere migranti, stiamo giocando noi, invece, il ruolo di “padroni di casa”. Numerosa gente, ogni giorno, sta lasciando il proprio Paese, per chiedere asilo a noi italiani: popoli mossi dalla fame e dalle guerre, provenienti soprattutto dall'Africa, dal sud America, dall'ex Jugoslavia, e dalla Romania.


Il fenomeno dell' immigrazione, sul nostro territorio nazionale, si è intensificato soprattutto a partire dagli anni '90, quando molti slavi, vittime delle guerre che massacrarono i Paesi Baltici dal 1991 al 2001, fuggirono qui in Italia, cercando un po' di protezione. Particolarmente notevole, fu l'immigrazione di albanesi e di kosovari: nel 2017, non per altro, risultavano ben 440.465, i residenti di codeste nazioni, qui in Italia. A ogni modo, oggi nel 2018, il fenomeno dell'immigrazione slava si è comunque un po' attenuato, anche grazie all'ingresso di alcuni stati balcanici nell'UE.

 

L'immigrazione di maggior rilevanza, invece, negli ultimi anni, è senz'altro quella degli africani. Quotidianamente, stiamo assistendo a continui flussi migratori, di codeste popolazioni, verso l'Europa: gente spinta dalla guerra e dalla povertà, in cerca di maggior fortuna. L'immigrazione delle popolazioni dell'Africa, verso l'Europa, è iniziata a partire dal fenomeno della decolonizzazione, dopo la seconda guerra mondiale: i Paesi africani, fino a quel momento colonie europee, ottennero l'indipendenza. Col passare dei decenni, il fenomeno è cresciuto sempre di più, fino ad arrivare ai giorni nostri, nel 21esimo secolo.


A ogni modo, un evento cruciale, che ha fortemente segnato il fenomeno dell'immigrazione africana, è stato un naufragio che, il 3 ottobre 2013, ha colpito un barcone, nel bel mezzo del Mediterraneo, con a bordo numerosissimi immigrati: 130 immigrati persero la vita. È stato proprio questo incidente, che ha fatto accrescere negli europei, in maniera notevole, la preoccupazione per i continui flussi migratori. Dopo questo incidente, infatti, il governo italiano, diede origine alla cosiddetta “Operazione Mare Nostrum”: numerose navi della marina italiana, dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014, si sono impegnate a consentire, agli immigrati africani, di attraversare il Mediterraneo con sicurezza. Grazie all'Operazione Mare Nostrum, dal 2013 al 2014, il numero degli immigrati è aumentato dell'11,8%. Dal 2014, il fenomeno dell'immigrazione è aumentato in misura notevole e sproporzionata: il tutto anche a seguito dell'emergere dell'ISIS, un gruppo di fondamentalisti islamici, che stanno facendo stragi di cattolici in diversi stati mediorientali e africani, specialmente in Nigeria e in Egitto: ed è proprio questa forma di terrorismo, una delle cause principali dei flussi migratori.


Ma è importante ricordare anche la situazione in Congo, dove stanno avendo luogo dei genocidi, ormai da diversi anni: attualmente si contano più di 6 milioni di vittime. E non dobbiamo neanche trascurare la Libia, in preda a una guerra civile dal 2011, a seguito del crollo del regime di Gheddafi, dove vige addirittura la schiavitù umana.


È necessario capire, di conseguenza, come ci siano anche ben altre motivazioni, ben diverse dalla fame, che spingono gli immigrati a rifugiarsi in Europa.


A partire dal 21esimo secolo, con un incremento notevolissimo dal 2014 (a seguito del già menzionato naufragio del 3 ottobre 2013), stiamo assistendo a un progressivo, e ininterrotto flusso migratorio africano, verso l'Europa. E, di fronte a questa situazione critica, tutti i paesi dell'UE, a un certo punto, hanno iniziato a chiudere le loro frontiere.

 

L'ultima nazione a chiudere le proprie porte agli immigrati, prima della formazione del nuovo governo italiano, era stata l'Austria, il 5 luglio 2017. l'Italia, fino allo scorso giugno, è stato l'unico paese europeo ad aver sempre accolto gli immigrati, senza mai respingere nessuno. L'Italia, sotto i precedenti governi Renzi e Gentiloni, non ha mai chiuso le porte agli immigrati. Dal 2014 al 2017, l'Italia ha accolto circa 623 mila persone.


L'arrivo degli immigrati, è stata un'occasione per integrare le nostre culture con quelle di codesti popoli, che fuggono qui in Italia. In molti, in questi anni, si sono impegnati ad accogliere, nel nostro Paese, gli immigrati: basti ricordare i Missionari Comboniani, e associazioni come Emergency e Amnesty International.

Un particolare riferimento, però, va dato al paese di Riace, in provincia di Reggio Calabria. Riace iniziò ad accogliere gli immigrati nel 1998, quando in Italia si rifugiarono numerosi albanesi e kosovari, in fuga dalle guerre slave. L'arrivo di codesti immigrati, fu un evento notevolmente positivo per Riace. Questo paese, che fino ad allora era una località piuttosto disabitata, a causa delle precedenti migrazioni dei cittadini italiani nel Nord Italia, per trovare maggiori opportunità lavorative, riprese vita proprio grazie ai rifugiati slavi. Questi immigrati, infatti, una volta insediatisi a Riace, diedero origine ad aziende agricole e cooperative artigianali, incrementando la produttività del paese, e restituendo significato a Riace, denominata da allora “città dell'accoglienza”. A Riace, secondo i dati Istat al 1° dicembre 2017, risiedono 470 immigrati, circa il 26,2% della popolazione, primi tra tutti nigeriani ed eritrei. E la stessa popolazione, che dal 1951 ha iniziato a calare gradualmente, scendendo nel 2001 da 2331 a 1605 immigrati, il 30 aprile 2018 risultava essere di 2309 abitanti. Il tutto per merito degli immigrati, che hanno restituito vita al villaggio calabrese. E il merito va anche all'ultimo sindaco di Riace, Domenico Lucano, che si è impegnato ad accogliere questa gente nel suo paese.

 

Purtroppo, un ostacolo al fenomeno dell'immigrazione in Italia, è stato provocato da questo governo attuale Lega-5 stelle, formatosi il 1° giugno 2018, gravemente votato da gran parte dei cittadini. I votanti della Lega, un partito da sempre avverso agli immigrati, xenofobo, razzista, e antimeridionalista, costituiscono il 18% dei cittadini. L' intera coalizione di destra, di cui faceva parte la Lega, è stata votata dal 36% dei cittadini. Da quando la Lega è salita al governo, ha immediatamente posto un ostacolo ai flussi migratori, sul nostro suolo nazionale, partendo dalla chiusura di tutti i porti italiani alla nave Acquarius, lo scorso 10 giugno: un'imbarcazione colma di donne incinta, anziani e bambini.

 

La protesta di questo governo, è rivolta verso l'UE, che purtroppo ha chiuso le barriere agli immigrati, lasciando completamente sola l'Italia ad accogliere questa gente, senza un minimo di collaborazione. Protesta anche giusta, ma che non deve assolutamente autorizzare l'Italia a chiudere definitivamente i porti, e a lasciar morire le persone in mare.

 

Gli immigrati dovrebbero essere accolti in Italia, per poi ovviamente essere distribuiti in tutti gli stati dell'UE, inclusa l'Italia ovviamente: questa sarebbe la soluzione migliore, e più eticamente corretta. E, invece, questo governo, con la scusante di cacciare dall'Italia solo gli immigrati clandestini, consentendo il soggiorno solo agli immigrati in regola, pare proprio che voglia definitivamente liberare l'Italia da tutti gli immigrati presenti sul suolo nazionale.

 

Basti pensare all'hashtag, lanciato dal ministro Salvini sui social network, a seguito della chiusura della nave Acquarius, #chiudiamoiporti; oppure basti pensare a come il governo, facendo sempre uso dei mass media, cerchi di ritrattare agli occhi della gente gli immigrati come degli invasori, delle vipere che rubano lavoro e soldi agli italiani, come dei molestatori sessuali, senza spiegare invece i veri motivi che spingono queste persone a rifugiarsi in Italia.

 

Il fatto che tutta l'UE debba collaborare ad accogliere gli immigrati, non significa affatto che l'Italia debba definitivamente lavarsene le mani.


Aiutare gli immigrati nei loro Paesi non basta: occorre anche accoglierli, nel contempo che si cerchi di risolvere i loro problemi “ab monte”. E bisogna anche tener conto che, come già evidenziato in precedenza, spesso gli immigrati non fuggono dai loro Paesi solo per questioni di povertà, ma anche e soprattutto per guerre. E, risolvere le guerre, non è un'impresa facile. Sono innumerevoli le porcate commesse, in circa 6 mesi, da questo governo: chiudendo i porti, hanno lasciato morire immigrati in mare, inclusi bambini. A settembre del 2018, includendo gli immigrati della Tunisia e della Libia, i morti in mare risultano essere circa 970. In tutte le città in cui il ministro Salvini è venuto, in questi ultimi mesi, a fare visite ispezionali, il leader della Lega ha attribuito tutti i problemi urbani agli immigrati, senza mai puntare il dito contro la mafia e la criminalità italiana. Pare proprio che Salvini stia usando gli immigrati come capo espiatorio per giustificare i problemi italiani.


Ma, il peggio, è avvenuto proprio recentemente, lo scorso 2 ottobre. Il sindaco di Riace Domenico Lucano, è stato ingiustamente accusato di aver accolto immigrati clandestini. E, solo per il fatto di aver aiutato questa povera gente, conferendo loro una casa e un lavoro, è stato prima condannato agli arresti domiciliari, e poi è stato condannato all'esilio da Riace. Così come, la RAI, ha impedito all'attore Beppe Fiorello di produrre una fiction sulla storia di Riace, perché avrebbe messo a disagio la nostra attuale classe dirigente politica, mandando in onda la fiction. Il caso di Beppe Fiorello, ma soprattutto il caso di Mimmo Lucano, dimostrano purtroppo che il governo, pur di liberare l'Italia dagli immigrati, arriva pure a perseguitare tutti coloro che difendono pubblicamente questa povera gente: chi protegge i rifugiati, finisce per diventare un oggetto di scomodo per questa classe dirigente squallida.

 

E questa è una vergogna.

 

Non possiamo assolutamente accettare che l'Italia sia governata da un partito xenofobo, che odia e disprezza gli immigrati, e che vuole cacciare via questa povera gente dal suolo nazionale lasciandola affogare in mare. Sia chiaro che, il fatto che il governo stia intimorendo coloro che, pubblicamente, stanno difendendo gli immigrati, sta a significare che qui stanno addirittura limitando la democrazia. Sia chiaro che, se in Italia le cose non vanno bene, la colpa non è degli immigrati. Basti pensare a un sondaggio, effettuato nel 2016: l'Italia è il Paese con meno immigrati ogni mille abitanti, insieme alla Bulgaria, alla Grecia e al Regno Unito. Solo il 2,4%, rispetto al 23,4% della Svezia, il 18,3% di Malta, e l'11,4% della Norvegia.

La Svezia, così come la Norvegia, sono Nazioni che funzionano benissimo, civili, con le riforme scolastiche migliori d'Europa, e molto produttive; eppure, hanno molti più immigrati di noi, e per densità di popolazione. Se queste Nazioni, pur avendo più immigrati di noi, funzionano bene, perché noi dovremmo essere da meno? Ci perdono qualcosa, i nostri politici, a conferire la cittadinanza e i permessi di soggiorno ai nostri immigrati, qualora fossero irregolari? Ci perdono qualcosa, i nostri politici, a garantire più posti di lavoro, sia agli italiani sia agli immigrati? Si ricordi che, la nostra Costituzione, lo dice chiaramente che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, indipendentemente dalle loro nazionalità. Italiani autoctoni e immigrati sono in ugual misura cittadini, con gli stessi e medesimi diritti, compreso il diritto al lavoro.

 

I nostri governanti potrebbero farlo: sono loro che, pur avendo la possibilità, si rifiutano di farlo, per razzismo e ignoranza. Non solo, ma come evidenziato in precedenza, l'Italia è uno dei Paesi europei con meno numero di immigrati per densità di popolazione: quindi, di conseguenza, dovremmo impegnarci più noi, rispetto ad altri Paesi, ad accogliere gli immigrati, avendone maggiori possibilità. E sono i dati che parlano.

 

La causa dei problemi dell'Italia non sono gli immigrati: è la nostra classe dirigente politica, piuttosto, che dovrebbe impegnarsi a governare l'Italia con maggiore serietà e buonsenso.


Se cercano di intimorirci, per inculcare in noi ideali di razzismo, i nostri governi non capiscono che, in tal maniera, non ci scoraggiano, ma ci rendono ancora più motivati ad accogliere e aiutare questa gente, che fugge da guerre e povertà.

 

Più tenteranno di intimorirci, più ci incoraggeranno all'accoglienza. È una sfida? Certo di sì: non possiamo darla vinta a chi discrimina gli immigrati per la loro cultura e per la loro nazione di origine, altrimenti il mondo non sarà mai migliore.


Bisognerebbe, piuttosto, cercare di promuovere ideali di uguaglianza e di accoglienza fin dai bambini, nelle scuole, cercando di creare classi miste tra italiani e immigrati: l' unico modo per combattere il razzismo, è quello di educare i bambini al rispetto del prossimo. Bambini che saranno il futuro del domani.

 

Gli immigrati sono ricchezza, sono cultura, sono una fonte di crescita per il nostro Paese, e devono essere considerati tali; e l' esperienza di Riace ne è una dimostrazione valida. Un paese che, quasi disabitato, è tornato a vivere grazie agli immigrati.


Vogliamo dirlo veramente, contro questa classe dirigente razzista e populista: viva l'accoglienza! Non ci arrenderemo mai, non ci scoraggerete mai!


Nicola Gonnella

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